08/08/2018, 20:27



"Giochi-di-potere"-(2018)-di-Per-Fly.


 



Film di produzione USA, Danimarca, Canada quanto mai attuale e contemporaneo. Ci sono delle domande potenti che il film innesca nella sua narrazione cinematografica. Sono tutte le domande alle quali la gente comune, che osserva questi accadimenti solo attraverso la televisione e i vari magazine e social di informazione, vorrebbe da sempre ricevere delle risposte vere. Ma si sa, il potere politico e finanziario dei giorni nostri da tempo ha deciso che «La prima regola in democrazia è che la verità non deve basarsi sui fatti, ma sul consenso generale.», come dice l’alto e potente diplomatico statunitense alle Nazioni Unite Pasha (Ben Kingsley) al giovane rampante di buone intenzioni Michael (Theo James). E quali sono le domande alle quali lo spettatore guardando questo interessantissimo film potrebbe trovare delle risposte? Tra le righe della narrazione cinematografica, le domande che emergono sono tante e si succedono repentine a ritmo delle sequenze accompagnate da una buona colonna sonora. Cosa si nasconde dietro le milionarie azioni benefiche delle Nazioni Unite? Quali sono i veri scopi delle ONG che operano nei paesi medio-orientali e del terzo mondo? Perché le multinazionali del farmaco hanno questi grandi interessi di apparente aiuto umanitario nei paesi cosiddetti poveri e a rischio di conflitto? Perché le grandi lobby economico-finanziarie sono presenti prepotentemente in tutti questi paesi in guerra e in grave crisi democratica? Qual è il vero interesse del potete politico dei ricchi paesi occidentali?
Le risposte sono apparentemente scontate, ma non troppo. Per capire il messaggio del film, occorre gustarselo e viverlo immedesimandosi con tutti i bravissimi protagonisti che riescono brillantemente a trasmettere un messaggio forte e onesto. Anche perché, non è possibile rimanere immuni quando nella attività diplomatica e politica i protagonisti vengono inglobati in un sistema consolidato che mantiene un equilibrio stabile negli obiettivi, che Pasha sintetizza a Michael in una semplice e, anche qui, apparentemente scontata battuta, «Non puoi combattere la tempesta.»
Giochi di Potere racconta la storia realmente accaduta di un giovane diplomatico statunitense, figlio di un diplomatico ucciso in Medio Oriente quando il ragazzo aveva solo cinque anni. Nel film il ruolo è di Michael (Theo James), che viene assunto come segretario particolare del potente Pasha (Ben Kingsley), il quale confida nelle qualità umane del ragazzo ricordando quelle del padre che aveva conosciuto in Iraq prima che venisse ucciso. Il compito che Pasha affida a Michael è il più importante in assoluto delle Nazioni Unite, il programma umanitario "Oil for Food". È a quel punto che la narrazione diviene fitta di intrighi di potere e di corruzione disvelando un sistema tanto consolidato quanto pericoloso per chi volesse metterne alla luce gli inconfessabili segreti.

recensione di Andrea Giostra
18/06/2018, 11:34



"La-truffa-dei-Logan"-(2017)-di-Steven-Soderbergh


 



Recensionedi Andrea Giostra 
Fantastico film di Steven Soderbergh, che dopo quattro anni di assenza, ritornaalla grande con un film sceneggiato dalla bravissima Barbara Munch. Unospaccato dell’America contemporanea, vittima anche lei della crisi economica edella perdita di posti di lavoro, che spazia con maestria e leggerezza tra i sogniad occhi aperti delle giovani generazioni statunitensi: concorsi di bellezzaper ragazzine per raggiungere il successo e il danaro, corse automobilistiche illegaliper scatenare adrenalina, facili guadagni da realizzare con la rapina delsecolo. Sono questi gli ingredienti che non tradiscono di questa bellanarrazione del duo Soderbergh Munch, che vede protagonisti attori bravissimi,sequenze ben ritmate e una fotografia accompagnata da belle musiche che certamentecoinvolgono lo spettatore. Il film, più che le vicende di unarapita del quale esito lo spettatore saprà al cinema, racconta la quotidianitàdi un pezzo di America sprofondata nella crisi, dalla quale potrà uscirne solocontando sulle proprie risorse creative e di solidarietà. Una narrazione che esaltala genialità e la creatività di uomini e donne alle quali la culturamassificata occidentale non dà, e non darebbe mai, alcuna opportunità meritocraticaper scalare il successo e arrivare al benessere. Jimmy Logan (Channing Tatum), ex promessadi football americano che ha dovuto lasciare per un infortunio alla gambadivenuta claudicante, insieme al fratello Clyde Logan (Adam Driver), combattentein Iraq dove ha perso il braccio sinistro, e alla sorella Mellie (RileyKeough), una parrucchiera ossessionata dalle automobili, decidono di organizzareuna rapina per uscire dalle sventure familiari, dalla maledizione che liperseguita e dalla crisi economica che li attanagliano. Per realizzarla hannoperò bisogno del miglior scassinatore che conoscono, Joe Bang (Daniel Craig), espertodi esplosivi detenuto in carcere.
04/05/2018, 15:32



“Loro-1”-(2018),-di-Paolo-Sorrentino


 



Recensionedi Andrea Giostra

Il nuovo film di Paolo Sorrentino, molto atteso da tutta lacritica italiana e dagli appassionati di narrazioni filmografiche torbide diaffari e di potere italico, ma estremamente contemporaneo ed attuale, si pone qualeperiscopio che vuole esplorare ed osservare, da una distanza lontana da pericolidi contaminazione, i moti d’animo, le turbolenze emotive, le ambizioni e idesideri non celati, i narcisismi cinici, la fede pagana incontrastata verso “lui”,di una parte consistente della società italiana degli ultimi 24 anni, ovvero,da quando il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi è sceco in campo per fare politicaattiva. Tutto ruota intorno alla figura dell’Unto del Signore, SilvioBerlusconi, ma non è lui, paradossalmente, il vero protagonista dellanarrazione del primo capitolo di “Loro” di Sorrentino che si sviluppa in unperiodo che va dal 2006 al 2010, bensì la decadenza, la superficialità, l’approssimazione,la totale assenza di cultura, di etica e di morale, di una fetta consistente deicortigiani del potere italiano degli ultimi due lustri, che ha contaminatofortemente i costumi e gli stili di vita dell’intera popolazione italiana. Ilsesso, la droga, l’alcool, la perversione, sono gli ingredienti checaratterizzano i vari personaggi del racconto, disposti a tutto pur di esserenotati e scelti per entrare a far parte del cerchio degli eletti delpotentissimo protagonista, anelato dalle donne e invidiato dagli uomini. Ilcirco berlusconiano, descritto con intelligenza e ottima capacità di analisi psicologica,pullula di cortigiane, candide giovani disposte al sacrificio sessuale,faccendieri e imprenditori corrotti e collusi, politici di assai modestequalità erti a statisti dell’ultim’ora, è quello narrato in questo primocapitolo. Bisogna osservare “loro” per comprendere “lui”, il regista, ilpotente, il presidente. In un certo qual modo, la formula utilizzata da Sorrentinoin questo sua ultima opera, sembra essere la stessa de “Il Divo” (2008), doveil racconto del protagonista si sviluppa attraverso il racconto del sottobosco dipersonaggi squallidi e cinici che popolano la sua vita politica. Interessantela fotografia di Luca Bigazzi, che illumina di superficialità e di piattezza,quasi ceramica, i personaggi del racconto, in perfetta sintonia con lasceneggiatura.



12331
Create a website