24/04/2018, 09:45



L’AMORE-SECONDO-ISABELLE-


 



recensione di Gabriella Sanzone
 

"Anch’io ho diritto ad un amore vero per una volta...perché...perché ?".
È così che esordisce Isabelle, protagonista dell’ultima fatica della 72enne regista francese  Claire Denis nota al grande pubblico per pellicole quali "Chocolat " e "Cannibal love".

Isabelle è una pittrice cinquantenne, divorziata, viso pallido, trucco appena accennato, minigonna  e giubbotto di pelle color vinaccia, stivali alti con  un look particolare, una donna in cerca disperatamente del grande amore, del batticuore e di emozioni  vere ma  si ritrova a collezionare un fallimento dietro l’altro.

La bellezza e l’unicità del film stanno nel fatto di ogni donna si ritroverà in questa donna; all’inizio  il problema sembra essere spostato sugli uomini che lei incontra ma alla fine il problema è  lei stessa e il suo non sapersi mettere in discussione nei suoi errori e nelle sue cadute : un banchiere, un attore e via via un uomo dietro l’altro, uomini confusi con tante bugie e discussioni, uomini indecisi che fanno un passo avanti e mille indietro,  uomini che cercano ogni escamotage possibile per lasciarla con un vuoto enorme.
Un vuoto dentro. Quello appunto di una donna che non si accontenta di flirt passeggeri.

Da lì la depressione ed il crollo, la sua personale situazione anaffettiva e la sua disperata richiesta di aiuto perché convinta che la sua vita sentimentale sia finita per sempre a 50 anni.

Intensa e generosa è l’ interpretazione di una delle più raffinate e bravi attrici francesi,  Juliette Binoche, artista straordinaria che con la sua nevrosi d’amore  non potrà non fare innamorare il suo pubblico della sua figura.

Deliziosa la chicca finale con il grande,  veterano  e istrionico Gerard Depardieu
che suggerisce alla fragile Isabelle di trovare dentro di lei " un bel sole interiore" (esattamente il titolo originale del film in lingua francese).

DA NON PERDERE. VOTO:8+
11/04/2018, 13:37



TONYA


 



recensione di Gabriella Sansone

Moglie di Leonardo Di Caprio in " The Wolf of Wall Street "(2013 ) e abilissima ladra accanto a  Will Smith in "Focus "(2015),
Margot Robbie, considerata oggi dal Time tra le 100 persone più influenti al mondo, attrice australiana nonché  produttrice del film Tonya, è decisamente il personaggio dell’ anno.

Con un duro allenamento giornaliero sui pattini  durato per ben 4 mesi  prima delle riprese del film, Margot Robbie, che indossa divinamente bene colorati e sgargianti vestiti cuciti a mano con immensi sacrifici, interpreta alla perfezione la grande pattinatrice americana Tonya Harding passata alle cronache non solo per il famoso triplo axel , che solamente sei pattinatrici dopo di lei riuscirono a fare, ma anche per uno scandalo  e per il suo carattere crudo e duro.

Non mi va di raccontare la trama film, lascio allo spettatore ogni interpretazione ma sicuramente questo è un film che ha una grossa valenza sociologica , è un film completo sotto tutti i punti di vista: dal difficile rapporto  con la madre, la superlativa e magistrale Alison Janney
( premio Oscar miglior attrice non protagonista 2018), alla sua stessa adolescenza e poi al matrimonio fallito con il nullafacente e manesco Jeff  Gillooly, un sodalizio travagliato che brucia e fa male come le viscere dell’inferno.

La cosa che più sorprende é scoprire  nella parte finale del film che Tonya non andava bene per gli arbitri e per i giudici di gara perché lei non rappresentava il modello della famiglia normale americana, non piaceva il suo stile di vita, non piaceva come si comportava con i giudici, non incarnava dolcezza e delicatezza che tanto si addicono ad una pattinatrice  perché Tonya ha convissuto con la violenza a tal punto da prendere poi una decisione finale che si discosta dal suo amore per il pattinaggio perché , come dice lei stessa nel film, "devo pagare le bollette" e quindi pur di restare sotto i riflettori cambia la sua prospettiva di vita e di sport.

Per i grandi fruitori di cinema non mancheranno sicuramente dei riferimenti lampanti con il bellissimo film interpretato da Natalie Portman (  che le valse il premio Oscar 2010) ne "Il cigno nero "per quanto riguarda la competizione, la lealtà sportiva e la rivalità ma anche con il recente film trionfante al  Festival del Cinema di Roma "Borg /McEnroe" ed è  proprio il carattere  "contro tutto e tutti" di Mcenroe che si avvicina molto a quello di Tonya.
Ed infine due chicche:

Della famosa pattinatrice Tonya Harding che vinse  il campionato mondiale nel 1991 si disse che era il personaggio più famoso negli Stati Uniti dopo Bill Clinton!

Margot Robbie appena ha saputo di essere stata candidata all’Oscar con attrici del calibro di Meryl Streep e di Frances Mcdormand pare che  abbia fatto un boato perché non credeva veramente a quello che aveva sentito in televisione!!!

ASSOLUTAMENTEDA VEDERE.VOTO: 8  e 1/2
15/03/2018, 13:29



Quello-che-non-so-di-lei-di-Roman-Polanski


 



Quello che non so di lei di Roman Polanski

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2017 il film, tratto dal romanzo UNA STORIA VERA di Delphine  Vigan,  é  decisamente il thriller psicologico più bello dell’anno.
Interamente girato in Francia, il regista Roman Polanski mette al centro dell’attenzione due donne , due personalità e due caratteri completamente  diversi; da un lato la scrittrice Delphine( Emmanuelle Seigner, attuale moglie di Polanski) che vive di fasti del passato e di romanzi di successo perché non riesce più a trovare ispirazione ed è in completo black out motivazionale e di idee per scrivere un nuovo libro da presentare ai propri lettori,  dall’altro la presenza pressante e ossessiva di Leila che diventa  -mano a mano- ricettacolo di segreti, confessioni, fragilità, debolezze della scrittrice che si confida con lei.
Il film è girato da manuale, dal montaggio delle scene all’intera impostazione del plot narrativo; non c’è un attimo in cui lo spettatore si distrae guardando l’orologio neppure ci si accorge dello stacco del primo tempo, un film ad alta tensione ma soprattutto la cosa che colpisce è che si tratta di un film tutt’altro che scontato, nel momento in cui lo spettatore immagina quello che sta per accadere, Roman Polanski cambia le carte in tavola e ti presenta colpi di scena, azione ed una chiusura del film del tutto inaspettata così come quando un lettore si ritrova di fronte ad un bel libro coinvolgente, appassionato ed intrigante e quindi dà spazio all’immaginazione più totale come se ci trovassimo di fronte alla lettura e non alla Settima arte...quella del cinema.

Bravissime le due protagoniste diverse fisicamente una più dimessa e trascurata, quasi stanca e inerme,  l’altra sempre in tiro elegantissima, truccata e pronta sfoderare collant setificati  sotto un elegante ed attillato impermeabile nero ed entrambe sono perfette nei  ruoli che hanno interpretato; non c’è una pecca in questo film, tutto al posto giusto nel momento giusto.
Certo se il regista Roman Polanski , polacco di nascita ma naturalizzato francese, alla bella età di 84 anni ci regala un film del genere speriamo ancora in film così intriganti  e di successo anche per il futuro.
DA VEDERE.
Voto 8 e mezzo.


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