07/04/2019, 11:23



Quell’estate-degli-anni-’80-con-Pino-Caruso-


 



Quell’estate degli anni ’80 con Pino Carusodi Franco VerrusoMi ero iscritto da pocoall’Ordine dei Giornalisti e la mia prima intervista la feci proprio a PinoCaruso, uno dei miei attori preferiti. Era estate inoltrata e l’’incontroavvenne all’Hotel Palace di Mondello, dove l’attore trascorreva le vacanze. Perun’istintiva, reciproca simpatia, quella che doveva essere un’intervista,divenne una simpatica chiacchierata tra amici. Seppi così che, giovanissimo, avvertìun interesse per la recitazione e dopo l’esperienza al Piccolo Teatro diPalermo, in Via E. Amari, era passato allo Stabile di Catania; per trasferirsi,negli anni ’60, a Roma. Salutandoci, promettemmo di rivederci  al più presto e l’occasione si ripresentoquando, qualche dopo, con Liliana De Curtis organizzò una mostra di cimeli delgrande Totò; poi a Villa Trabia per degli spettacoli estivi, in occasione dellapresentazione dei suoi libri (circa venti) alla Casa Editrice Novecento di ViaSiracusa e nel periodo in cui fu Direttore Artistico di "Palermo di Scena",compreso l’allestimento di alcuni Festini per S. Rosalia. Attore colto,ironico, dalla battuta pronta, grande narratore di barzellette e mai volgare,lo avevo ammirato in alcuni film, quali "La governante", "Gli infermieri dellamutua", "La donna della domenica", "L’ammazzatina", "Malizia", "Il marito incollegio", "Gegè Bellavita". Confesso, però, che lo preferivo nei varietà come"Bagaglino", "Dove sta Zazà", "Quelli della domenica", ed altri showtelevisivi, in cui il bravo Pino, oltre a raccontare divertenti storielle,creava gustosi personaggi/macchietta come il carcerato che cantava "venga aprendere il caffè da noi, Ucciardone, cella 26..."; o il barbiere Siviglio,personaggio buffo dalla facile chiacchiera, che si definiva "colto" per avereletto tutti... i libri: "Le due orfanelle, I misteri di Parigi, Catene, Tormentoe I figli di nessuno; gli unici libri che non ho letto, sottolineava, non li holetti perché li devono scrivere ancora". Il tutto raccontato intervallandobattute a raffica, giochi di parole, che mettevano in crisi il povero cliente(un ottimo Alfredo Rizzo, ndr). Tra i suoi numerosi aforismi ricordo: "Il teatro d’avanguardia è il teatro di domani. Il guaio è che te lo fanno vedere oggi." "L’uomo nasce dalla donna e tutta la vita cerca di rientrarvi." "Lavare i panni sporchi in famiglia significa proteggere chi li ha sporcati." Per una strana coincidenza ciritrovammo nella stessa fila di posti al Teatro Jolly di Palermo; era con lamoglie, Marilisa Ferzetti, anche lei attrice e sorella del compianto attoreGabriele Ferzetti. Per l’ultima volta rividi Pino al Teatro Al Massimonell’intervallo de "Il berretto a sonagli", in cui interpretava magistralmentelo scrivano Ciampa. Appresa la notizia della morte dell’attore, Il Presidente della Regione NelloMusumeci, in una sua nota dichiarava, tra l’altro, che la scomparsa di PinoCaruso rappresenta un grave lutto per la Sicilia e per il mondo della culturaitaliano; la sua comicità è stata al tempo stesso, denuncia socialeimplacabile, senza cortigianeria e senza sconti a nessuno


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