03/04/2017, 13:35



IL-VIAGGIO


 



Recensione cinematografica de "Il viaggio" di Gabriella Sanzone: si potrebbe partire dal sottotitolo del film "40 anni a combattersi, 84 km per conoscersi"  per comprendere appieno il significato stesso del film del regista di Belfast Nick Hamm. Due uomini, due politici, due nemici dichiarati, due antagonisti, si ritrovano in una stessa macchina, nella piovosa e verde Scozia, partendo da St. Andrews per arrivare all’aeroporto di Edimburgo.Tutto il film si snoda e prende corpo quasi interamente all’interno di una grande e lussuosa macchina nera che porterà i due protagonisti a destinazione. Uno è un predicatore protestante, l’altro il capo dell’ IRA( esercito repubblicano irlandese); il primo darà vita a quello che poi sarà l’attuale governo irlandese ed è un pastore presbiteriano che di nome fa Paisley, l’altro un attivista cattolico, McGuinness. Due uomini apparentemente agli antipodi, diversi sia da un punto di vista caratteriale che da un punto di vista squisitamente politico. Uno strano destino li porterà nella stessa macchina con l’obiettivo di mettere fine alla guerra civile che per tanti decenni ha macchiato di sangue l’Irlanda del Nord. Del film la cosa che più mi ha colpito è sicuramente la bravura degli attori, i loro dialoghi, le loro battute sarcastiche ed un livello recitativo veramente alto, un’interpretazione quasi magistrale soprattutto Timothy Spall (già visto in" Turner", Premio miglior attore 2014 al Festival di Cannes), con il suo volto corrucciato, con le sue rughe, con la sua espressione quasi apatica, introversa e rigida, con il suo essere completamente inamovibile e poco disponibile al dialogo nei confronti del suo nemico seduto nella stessa macchina, ecco, la sua performance sicuramente rimane impressa allo spettatore. Eppure nonostante tutto, nonostante le diversità, i due -che poi divennero Premier e vicepremier  del 2007 quando il pericolo per l’Irlanda del Nord fu finito- con questa pace furono definiti "chuckle brothers" a conferma del fatto che da una grande inimicizia nacque poi una grande amicizia. Deliziose alcune gag, umorismo e ironia tutta british. Un film che vanta sicuramente un ottimo montaggio delle scene e un’ ottima regia, che mi ha fatto pensare anche a cult movie quali "Nel nome del Padre" e "Michael Collins". Da vedere. Voto :8.


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