13/04/2017, 13:30



L’ALTRO-VOLTO-DELLA-SPERANZA


 



Recensione cinematografica de"L’altro volto della speranza" di Aki Kaurismaki a cura di Gabriella Sanzone: il sessantenne regista finlandese se già ci aveva stregato con il film "Miracolo a Le Havre"(2011), la storia di un ex scrittore lustrascarpe che aiuta un giovane clandestino a ritrovare sua madre , regalandoci un mix di ottimismo e di amarezza, con questo film confeziona una delle pellicole più interessanti della intera stagione cinematografica. La storia, apparentemente semplice tra un meccanico siriano di Aleppo che chiede rifugio e asilo ad Helsinki, e quella di un venditore di camicie che gioca tutta la sua fortuna in una partita a poker perché sogna di chiudere la sua attività ed aprire un ristorante, nasconde in realtà tanti temi, da quello dell’immigrazione a quello della religione, dell’Isis, dell’altruismo e del razzismo. È come se il regista, fondatore del Midnight Sun Film festival trovasse nella gentilezza, nel motto " porgi l’altra guancia", nell’ altruismo più disinteressato di soggetti che si trovano a convivere gomito a gomito ma diversi per estrazione culturale, sociale ed etnia, è come se trovasse in tutto questo la soluzione ad ogni problema. Stilisticamente parlando è un film perfetto, dai dialoghi al linguaggio, alle immagini, alla mimica facciale degli attori, alle sequenze, alla musica di fondo: tutto trova nel film una giusta collocazione e tra tutte le immagini sicuramente è di grande impatto emotivo la scena la scena iniziale  con cui si apre il film in maniera trionfale, di puro sapore hitchcockiano. Un inizio magistrale per un film che solamente grandi cineasti riescono a realizzare. Orso d’argento al Festival di Berlino.Da vedere.Voto:9.


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