30/04/2017, 13:56



IL-CITTADINO-ILLUSTRE


 



Il cittadino illustre è un’opera diretta a due mani dai registi Gastòn Duprat e Mariano Cohn che, sebbene abbia conseguito ottime recensioni da parte della critica e nonostante la Coppa Volpi vinta da Oscar Martinez (già visto in Storie pazzesche) come miglior attore allo scorso festival di Venezia, è stato trattato malissimo dalla distribuzione italiana.
Il film, oltre che per l’intelligenza del suo soggetto e la brillantezza e raffinatezza della sceneggiatura, è costruito sulle solide spalle del monumentale Oscar Martinez.
La pellicola è incentrata sulla storia di uno scrittore premio Nobel che, a 5 anni dalla sua ultima produzione, decide di tornare nella propria provinciale cittadina natale in Argentina dalla quale era fuggito 40 anni prima.
Accolto, inizialmente, con reverenza e venerazione dai propri concittadini, nel corso dello sviluppo narrativo della pellicola assisteremo ad un crescente disagio e fastidio reciproco che farà venire a galla un insieme di meschinità e bassezze sia da parte del protagonista che da parte dei suoi ben più sempliciotti compaesani.
Lo spettatore si troverà coinvolto in un crescendo di tensioni, più o meno sottocutanee, sino al disincantato finale in cui le maschere di ciascuno cadranno rivelando la vera natura degli esseri umani divisi tra provincialità restia ad accettare il cambiamento e le novità, da un lato, ed altezzosità ed egocentrismo dall’altro.
Il finale diventa spunto per una riflessione disincantata e realistica sulla labile linea di demarcazione sussistente tra verità e finzione.
Antonio Flavio Raimondi


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