30/05/2017, 14:25



Fortunata-di-Sergio-Castellitto


 



Ci sono film che vanno visti a casa e  film che vanno visti al cinema. "Fortunata", tratto dall’omonimo libro di Margaret Mazzantini, scrittrice e moglie di Sergio Castellitto, è uno di quei film che si può tranquillamente vedere a casa, paragonabile ad una fiction o ad una serie tv a puntate. Non ho trovato nulla di originale in questo film se non un modo o un tentativo di richiamare alla mente degli spettatori il più noto -e forse ben riuscito- "Non ti muovere" (2004) che valse il David di Donatello all’ attrice spagnola Penelope Cruz.
In quel film la protagonista si chiamava Italia, una donna del popolo, fragile e disperata; in questa pellicola la stessa  Italia si trasforma in Fortunata, stesse minigonne striminzite, stessi capelli arruffati, colorati e schiariti, rossetto pronunciato,  stesso modo di atteggiarsi  in maniera grossolana e volgare, con una trama del film ovviamente diversa.

Fortunata è infatti una donna che sogna di aprire una parruccheria in proprio, senza dover correre dalla mattina alla sera da una casa all’altra delle clienti, che sogna la piena libertà dall’ex marito( violento e oppressivo), una indipendenza economica. Separata e con una figlia da crescere, tra mille problemi e difficoltà , cerca di sbarcare il lunario.

Senza voler entrare nei meandri del film sicuramente va riconosciuta la bravura della protagonista, Jasmine Trinca,  36enne romana, fresca di premio a Cannes nella sezione " Uncertain  regard", già musa di Nanni Moretti che la volle nel film "La stanza del figlio "(2001) e poi nuovamente  ne "Il caimano"  (2006), che incarna perfettamente  il ruolo della parrucchiera tra uno shampoo  ed una sposa da pettinare,  tra una figlia da portare  a scuola ed un giro in motorino, alla  ricerca disperata del sogno.
Regia sul finale confusa, speriamo che in futuro Sergio  Castellitto possa sdoganarsi dalle sceneggiature già preconfezionate dalla moglie e poter vivere di luce propria portando sul grande schermo un’opera sua.Tutta sua.
Bravissima la bambina.
Gabriella Sanzone


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