04/09/2017, 15:06



Atomica-bionda-di-David-Leitch


 



Atomica bionda è tratto, come sempre più spesso accade, dalla graphic novel “The Coldest City” del 2012 ed infatti, originariamente, avrebbe dovuto avere l’omonimo titolo.
Per meglio comprendere lo stile di quest’opera non si può prescindere dal background del regista ex stuntman David Leitch che alla sua opera prima aveva curato la regia, insieme all’amico Chad Stahelski, del film John Wick (2014) con Keanu Reeves.
Ed era proprio il seguito di John Wick che lo avrebbe nuovamente dovuto portare dietro la macchina da presa insieme a Stahelski salvo, in un secondo momento, aver lasciato la regia esclusivamente a quest’ultimo per intraprendere la carriera da “solista” con Atomica bionda.
Considerando che si tratta di un’opera seconda Leitch, che prossimamente vedremo nel seguito di Deadpool, dimostra di possedere già la giusta dose di coraggio e capacità nel cimentarsi nella direzione di un cast di primissimo piano che vede spiccare la bellissima Charlize Theron affiancata, tra gli altri, dal versatile James McAvoy e dal come sempre grande caratterista John Goodman.
La sinossi del film è intrigante nell’ambientare lo sviluppo narrativo nella Berlino del 1989 a cavallo della caduta del muro facendo respirare un clima di angoscia, paranoia e paura con lo schieramento sul campo dei servizi segreti e delle agenzie di spionaggio di vari stati (MI6, KGB, CIA e Stasi) alla ricerca di una fantomatica lista contenente importanti e segretissimi dati sensibili.
L’idea affascinante consiste nel far si che durante lo svolgimento del film, sotto gli occhi dello spettatore, si sta scrivendo la storia ma, al tempo stesso, gli eventi di quel periodo vengono lasciati costantemente sullo sfondo a mero corollario dello sviluppo narrativo.
Il passato da stuntman del regista torna a farsi sentire in maniera evidente nella direzione fluida e nella difficile organizzazione delle complicate scene d’azione e di combattimento corpo a corpo tutte abilmente coreografate.
In particolar modo viene magistralmente diretto il lunghissimo e ostico piano sequenza, sapientemente orchestrato, della colluttazione tra Charlize Theron e gli agenti del KGB all’interno di una palazzina durante la manifestazione che si sta svolgendo per le strade della Berlino Est.
Un plauso particolare alla protagonista che ha recitato senza l’utilizzo di controfigure cimentandosi, in prima persona, in duri allenamenti per potersi preparare ad un ruolo fisicamente dispendioso.
Buona la colonna sonora in grado di conferisce un forte senso di adrenalina ed un ritmo serrato al film accompagnando la narrazione in maniera coerente e mai fastidiosa.
In conclusione Atomica bionda, pur rimanendo un prodotto di semplice intrattenimento, risulta essere un film valido che, senza eccessive pretese, permetterà allo spettatore di lasciarsi trascinare dagli eventi.
Antonio Flavio Raimondi


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