03/03/2017, 10:00

Rosso Istanbul, Ferzan Ozpetek



"Rosso-Istanbul"-di-Ferzan-Ozpetek


 



Recensione cinematografica del film "Rosso Istanbul" di Ferzan Ozpetek: il grande maestro turco ci regala una pellicola tutta incentrata sulla figura di un editore Ohran, che torna nella sua Istanbul dopo venti anni di esilio per aiutare a completare un lavoro dell’amico regista Deniz. Più che rosso Istanbul questo film potrebbe essere intitolato "giallo Istanbul" dal momento che con l’arrivo di Orhan nella città sul Bosforo la trama diventa sempre più fitta, come un mistero, per la scomparsa improvvisa del regista Deniz. Il film a tratti lento e noioso si svela mano a mano fino a creare un tessuto di immagini, di sguardi, di nostalgia, di ricordi, di amori e paure che ruotano tutte attorno al protagonista, che altro non è che l’alter ego dello stesso Ozpetek. A distanza di vent’anni dal celebre film " Bagno Turco" il regista ritorna nella sua città natìa e non fa un film di fattura politica infatti la data iniziale del film(13 maggio 2016)  fa capire subito che siamo prima del golpe del 15 luglio del 2016.Purtroppo, nonostante lo sforzo di Ferzan, siamo molto distanti da piccoli gioielli come " Le fate ignoranti", Saturno contro" e "Mine vaganti " film che rimangono -secondo me- tra i più belli del regista, perché in questa pellicola c’è una eccessiva frammentazione dei personaggi quindi forse un tentativo mal riuscito di fare un cameo di storie, emozioni, vissuti, relazioni che forse non riescono esattamente a trasmettere allo spettatore quel valore aggiunto che fa di un film un gran bel film. È un lavoro molto introspettivo schietto crudo aspro è un film in cui, se non per brevi tratti, manca il pathos ecco perché secondo me è un film incompleto e quindi non paragonabile, pur nella diversità, ai film precedenti.Bellissima la colonna sonora e, a tratti la fotografia.Attori molto convincenti e di comprovata recitazione.Voto: 6 e 1/2

Gabriella Sanzone


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