24/10/2017, 17:44



The-Meyerowitz-Stories


 



All’ultimo festival di Cannes, tenutosi a maggio scorso, tra i film in concorso uno dei maggiormente apprezzati, sebbene non abbia ottenuto alcun premio a causa della polemica accesasi con la piattaforma Netflix, è senz’altro stato The Meyerowitz Stories del regista americano Noah Baumbach specializzato in sofisticate commedie agrodolci.
The Meyerowitz Stories, del quale Netflix è esclusivamente distributore, incarna il concetto di cinema del suo autore che è in grado di elevare il genere della commedia americana ad uno status più alto ed intelligente rispetto a quanto, troppo spesso, si vede in sala.
Baumbach, nella triplice veste di produttore, regista e sceneggiatore, dirige con mano ferma e decisa un cast corale capitanato da uno splendido Dustin Hoffman nella veste dell’eccentrico patriarca di una famiglia disfunzionale americana.
Due dei tre figli del grande Hoffman vengono interpretati, rispettivamente, da Ben Stiller e da un sorprendente Adam Sandler che lascia il segno con la sua interpretazione stropicciata e di grande sofferenza psicofisica.
Infatti è proprio quest’ultimo la più grande sorpresa che, 15 anni dopo "Ubriaco d’amore" di Paul Thomas Anderson, torna a recitare ad alto livello e ad accantonare, almeno momentaneamente, la classica commedia demenziale americana che si colloca in posizione diametralmente opposta all’opera di Baumbach ed alla sua filosofia di cinema.
Lo spaccato di questa famiglia disfunzionale diventa simbolo e specchio delle nevrosi e dell’incomunicabilità degli uomini di oggi che, sempre più spesso, parlano e discutono senza mai comunicare veramente tra loro.
La sceneggiatura, volutamente verbosissima, restituisce uno spaccato vivido di diverse personalità tutte, a proprio modo, sofferenti ed alla perenne ricerca del loro posto nel mondo.
Il filo conduttore della storia è costituito dalla presenza di questo padre estremamente ingombrante e di come i figli siano stati incolpevoli vittime sacrificate sull’altare del suo egocentrismo.
La maggior abilità di Baumbach consiste nel riuscire a far sorridere lo spettatore che si troverà travolto dalle vicende riguardanti gli eccentrici ed ottimamente caratterizzati personaggi della storia ed, al tempo stesso, a farlo commuovere ed empatizzare per i traumi personali ed irrisolti dei figli di questo padre sopra le righe.
FLAVIO RAIMONDI


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