15/11/2017, 09:54



Borg-McEnroe


 



Recensione di Gabriella Sanzone.

Se siete appassionati di tennis questo film sicuramente vi piacerà ma se conoscete nulla o poco  del mondo del tennis questo film di piacerà ancora di più.

La pellicola del regista svedese Janus Metz, trionfante  al recente Festival del Cinema di Roma, è un vero e proprio viaggio introspettivo, psicologico su due uomini, su due campioni, su due personalità estremamente diverse.

La cosa che piace più del film e’ sicuramente il continuo confronto tra Bjorn Borg, pura perfezione ed emozioni zero, capelli scompigliati e occhi verdi sgranati, metodico e scaramantico fino all’inverosimile, fascia attorno alla testa con un passato molto turbolento sospeso a scuola per comportamento antisportivo, e dall’altro lato  l’americano  John McEnroe definito il pazzoide  che gridava al giudice di gara, che passò  alla storia più per il suo brutto carattere che per il suo gioco,  che tenta di strappare il primato al biondo svedese
(4 volte di seguito campione ) nel big match del 1980 a Wimbledon.

Il film si snoda tra Rolex , pellicce e Porsche, fama ed autografi, e i due protagonisti i tennisti  visti come delle rockstar, con le loro rispettive storie personali e il loro percorso che porta all’ incontro/ scontro finale, sotto l’indiscussa pressione degli sponsor che fa di Borg   "una pentola a pressione ", freddo iceberg  privo di emozioni  all’esterno, vulcano  dentro di sé.

Il biglietto del cinema vale da se’ solo ed esclusivamente per questo viaggio  introspettivo e psicologico ben definito e ben delineato dal regista (che ovviamente propende per il campione svedese), per i dialoghi fluidi e scorrevoli, per il montaggio delle scene, per la regia e soprattutto da notare la bravura e la reale somiglianza degli attori che interpretano il biondo svedese e  il campione riccioluto americano, Sverrir Gudnason  e Shia LaBeouf, due gladiatori in campo.

ASSOLUTAMENTE DA VEDERE. VOTO:9


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