06/01/2018, 19:39



Assassinio-sull’Orient-Express


 



“Murderon the Orient Express - Assassinio sull’Orient Express” (2017), di KennethBranagh.

Recensionedi Andrea Giostra.

Kenneth Branagh si rivela il vero grande talentuoso mattatore diquesta ennesima, ma assolutamente interessante, rivisitazione cinematografica delbest seller di Agatha Christie “Murderon the Orient Express” pubblicato in Inghilterra il 1 gennaio del 1934 daquella che fu un’importantissima casa editrice britannica specializzata innovelle e racconti di crimini, in particolare “new crime books”, ovvero la “CollinsCrime Club”.

Sono passati 84 anni, e la narrazione, seppur con unasceneggiatura rivisitata e resa aderente ai giorni nostri, rimane catturante eipnotizzante come un vero giallo deve essere.

Il film è da vedere, su questo non ci sono dubbi. Gli attorisono tutte delle star strepitose ed arcinote nel modo della settima arte, eognuna di loro interpreta la relativa parte con un’efficacia recitativa da standing ovation. Tenere insieme un’interasquadra di fuoriclasse per vincere la Champions,non è impresa facile per nessuno. Qui il risultato è eccellente, e anche diquesto il merito non può che andare a Branagh.

La fotografia è veramente bellissima e i paesaggi risultano moltoaderenti ad una narrazione “gelida” e intelligente. La colonna sonora è poderosae sintonica con il susseguirsi delle scene e con i ripetuti ed incalzanti flashback, e si conclude con ilbellissimo “Never Forget” cantata daMichelle Pfeiffer in onore di Kenneth Branagh. Ed anche per questo il film è davedere.

Dicevamo di Kenneth Branagh, grandissimo attore teatrale shakespearianodi eccellente talento, che nel film riveste i tre ruoli più importanti:produttore, sceneggiatore, regista. E questo basta per comprendere il peso nelfilm di questa vera grande star cinematografica e teatrale. Un film che percerti versi appare allo spettatore come una rappresentazione teatraleproiettata in una sala cinematografica. E anche questo ci sta, considerata laformazione culturale e artistica di Branagh.

Dopo un incarico a Gerusalemme portato a termine con grandesuccesso, Hercule Poirot (Kenneth Branagh) decide di riposare un po’ concedendosiuna breve vacanza. Quale migliore occasione che chiedere al suo amico eammiratore Bouc (Tom Bateman), direttore dell’Oriente Express, di prenotargli unposto sul famosissimo treno? Durante il viaggio viene commesso un omicidio. Lostesso Bouc prega Poirot di risolvere il caso prima che intervenga la polizialocale e possa incolpare uno qualunque dei passeggeri, magari mosso da pregiudizirazziali. Subito dopo l’assassinio, il tremo rimane bloccato in un altissimoponte in legno sospeso in una scarpata impressionate. Il nostro detective avràtutto il tempo per trovare l’assassino, prima che arrivino i soccorsi perliberare il treno dalla neve. L’indagine è incalzante, avvincente, intrigante, perspicace,come in tutte le storie di Agatha Christie. Ma questa è un’altra storia davedere nelle sale cinematografiche perché il finale, come in tutti i romanzigialli, è sorprendente, anche per il lettore che avrà già letto il romanzooriginale, anche per lo spettatore che avrà visto una precedente produzionecinematografica.



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