14/01/2018, 19:17



“All-the-Money-in-the-World---Tutti-i-Soldi-del-Mondo”-(2017),-di-Ridley-Scott.-


 



Recensionedi Andrea Giostra.

L’ultima produzione di Ridley Scott indubbiamente coinvolge eappassiona lo spettatore. Questo possiamo darlo come dato certo. Il costo del bigliettonon andrà sicuramente perso, anzi, regalerà emozioni intense e ben sostenutedurante tutta la narrazione.

La sceneggiatura non originale di David Scarpa, tratta dal bestseller di John Pearson “Painfully Rich:The Outrageus Fortune and Misfortunes of the Heirs of Jean Paul Getty” pubblicatoin Inghilterra nel 1995, raccontando un fatto realmente accaduto, pone allospettatore, e forse anche a chi l’ha scritta, delle domande per certi versiinquietanti: A che punto può arrivare la cupidigia umana? Quali sono le coseche assumono più valore nella vita di un uomo ricco e potente? C’è una morale eun’etica che resistono e riescono a dominare sul potere e sul possesso infinitodi danaro? Sono tutte domande che verranno spontanee allo spettatore che andrànelle sale cinematografiche per vedere “Tutti i Soldi del Mondo”. La sindromedi Paperon de’ Paperoni, del grande fumettista della Walt Disney Carl Barks, nellaricostruzione di questo fatto di cronaca a firma di David Scarpa, supera di granlunga la fantasia del mitico personaggio dei fumetti americano.

Le risposte alle nostre domande potranno essere tante e diverse.La rappresentazione dei fatti narrati dalla sceneggiatura controversa eintelligente, è un punto di vista di una realtà umana che scoraggia e deprimeproprio perché ci fa comprendere che il benessere economico e il grande poterenon sempre convergono verso i migliori principi che vedono nell’amore filiale efamigliare dell’essere umano il valore più nobile e più alto da difendere adogni costo.

Nell’estate del 1973 per le vie di Roma viene rapito ilsedicenne Paul Getty III (Charlie Plummer), nipotedel miliardario petroliere americano Jean Paul Getty (Christopher Plummer). Ilfatto assume una risonanza mediatica straordinaria per l’esorbitante richiestadi riscatto, 17 milioni di dollari, e perché il magnate Jean Paul Getty,considerato allora l’uomo più ricco del pianeta, non ha alcuna intenzione dipagare il riscatto ai rapitori del nipote. Per provare a liberarlo, Gettyassume un ex agente della CIA, Fletcher Chace (Mark Wahlberg), perché ritroviil nipote e lo riporti a casa senza pagare un solo dollaro ai rapitori. Sarà lamadre di Paul, Gail Harris (Michelle Williams), a prendere in mano lasituazione perché il figlio ritorni a casa sano e salvo.

C’è un fatto interessate che dà ulteriore impulso mediatico alfilm. Un fatto che solo i veri appassionati di settimana arte conoscono certamente.Il film di Ridley Scott ha rischiato di diventare la prima vera vittimacinematografica degli scandali sessuali hollywoodiani. “All the Money in the World” era già pronto per il debutto e per ladistribuzione nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Qualche giorno primadella presentazione ufficiale alla stampa, Kevin Spacey viene travolto dalloscandalo di accuse a sfondo sessuale che tutti conosciamo. Il rischio di unvero disastro commerciale e di spettatori è chiaramente evidente a Scott, che inpoche ore decide di scritturare Christopher Plummer con un extra budget dioltre dieci milioni di dollari, e di girare in sole nove giorni tutte le sceneche avevano visto Spacey protagonista, riuscendo a garantire l’uscita del filmentro il 2017, almeno negli USA. Questa magia di Scott è un altro dei motivi perandare a vedere il film.

Questa premessa può essere sufficiente per far comprendere alpotenziale spettatore quale sarà la trama del film, la sceneggiatura, ilsusseguirsi delle scene a tratti spettacolari, ricche di pathos e di emozione, e avvincenti per lo spettatore che ama l’action movie e il thriller intenso e ben ritmato come pochi registi oggi sanno fare,e certamente Ridley Scott, che ha varcato la soglia degli ottanta anni, è unodei pochi del pianeta cinematografico che possiede queste qualità artistiche.



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