06/02/2018, 11:09



“Darkest-Hour---L’ora-più-buia”-(2017),-di-Joe-Wright


 



Recensionedi Andrea Giostra

Era il 29 ottobre 1941 quando Winston Churchill (1874–1965), Primo Ministro delRegno Unito, in visita istituzionale aigiovani studenti inglesi della Harrow School” di Londra, dove dagiovane era stato uno dei suoi allievi più brillanti, tenne un discorso nelquale pronunciò queste parole: «Thepessimist sees the problems in every opportunity. Whereas the optimist sees theopportunity in every problem … Never give in, never give in, never, never,never, never; in nothing, great or small, large or petty; never give in exceptto convictions of honor and good sense» Il pessimista vede i problemi in ogniopportunità. Invece l’ottimista vede l’opportunità in ogni problema … Non arrenderti mai. Nonarrenderti mai. Mai, mai, mai, mai; in niente, grande o piccolo, importante oinsignificante. Non arrenderti mai, se non di fronte ai tuoi principi e al buonsenso.»).

Potrebbero essere queste parole l’incipit per scrivere di questobellissimo film storico-biografico scritto e sceneggiato da Anthony McCarten, checi riporta indietro nel tempo facendoci comprendere, ancora oggi, il travagliodell’animo umano dei nostri più grandi uomini di fronte al baratro della finepiù crudele e spietata quale fu quella minacciata agli inglesi e all’Europaintera dal regime nazista di Adolf Hitler. Il pessimismo o l’ottimismo, lasperanza o la disperazione, la fiducia o lo scetticismo, la vittoria o lasconfitta, la libertà o la schiavitù? Furono questi dubbi che attanagliaronoChurchill nelle notti nelle quali dovette decidere, per il Regno Unito, maanche per l’intera Europa, se soccombere oppure reagire, se accettare un iniquoarmistizio o attaccare il nemico nazista con tutte le forze.

“L’ora più buia”, diretta da Joe Wright,racconta tutto questo, e lo fa proprio bene, con un interprete straordinario e moltoefficace nel trasmettere pathos edemozioni, il candidato al premio Oscar 2018 quale miglior attore, Gary Oldman.

La narrazione filmica di quegli accadimenti, edei conflitti interni ai partiti inglesi per decidere la strada da percorrere,si conclude con il discorso che il 3 giugno 1940 Churchill tenne alla Cameradei Comuni, che portarono il parlamento del Regno Unito a fare la scelta chesalvò l’Europa dal nazismo… «… Abbiamodi fronte molti molti lunghi mesi di lotta e sofferenza… Andremo avanti finoalla fine. Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani,combatteremo con crescente fiducia e crescente forza nell’aria, difenderemo lanostra isola, qualunque possa essere il costo. Combatteremo sulle spiagge,combatteremo sulle piste d’atterraggio, combatteremo nei campi e nelle strade,combatteremo sulle colline. Non ci arrenderemo mai… perché senza vittoria nonpuò esserci sopravvivenza.»

Furono le grandi abilità oratorie di Churchill a far pendere labilancia per la scelta politica più dolorosa, ma che si rivelerà anche la piùgiusta. Quelle straordinarie abilitàoratorie e narrative di quello che fu anche lo scrittore Winston S. Churchill(lo pseudonimo che utilizzò quale artista), che nel 1953 lo condussero avincere il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: «His mastery of historical and biographicaldescription as well as for brilliant oratory in defending exalted humanvalues.» («Per la sua padronanza nella descrizione storica e biografica, cosìcome per la brillante oratoria in difesa dei nobili valori umani.»)



1
Create a website