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Dopo sette anni, Cinematocasa, il più piccolo cineristorante d'Italia, divenuto famoso per la Sala Bim con appena quindici posti in un palazzo del Settecento in via Maqueda, a pochi passi dal Teatro Massimo, ha traslocato, il primo aprile 2016, nella Cavallerizza di Palazzo Marchese Busacca di Gallidoro, proprio di fronte l’Archivio Storico. Un attento lavoro di ristrutturazione e di recupero del patrimonio artistico ha permesso la rinascita della Cavallerizza, peraltro bombardata nel ’43, facendo tornare agli antichi splendori un luogo dimenticato da anni, occupata nel secolo scorso da una storica vetreria. Già dal 1724, anno in cui Michele Busacca fu investito del titolo di Marchese di Gallidoro, la Cavallerizza accoglieva i cavalli sotto i tetti a volta in conci di tufo, mentre le carrozze attraversavano i grandi archi in pietra del Palazzo per raggiungere piazza Pretoria, sede del Senato Palermitano.









Dopo quasi trecento anni, la Cavallerizza adesso ospita Cinematocasa: un palchetto e una platea di 50 posti e altrettanti a latere per cenare prima dello spettacolo grazie a tanti chef come Peppè Giuffre, lo chef ericino preferito dalla famiglia reale dei Grimaldi, di casa anche al Quirinale e al Vaticano, che ha cucinato per le Olimpiadi di Torino e che adesso offrirà le sue pietanze rivisitate a chilometro zero direttamente dal mercato storico di Ballarò.












Film, rassegne tematiche, cinefilosofie e pellicole disperse, teatro, musica, libri e dopo tutti a tavola per discutere e conoscersi. “Repubblica ci ha accostati, facendoci arrossire, al Lounge di Londra, al Mk2 di Parigi o al Gold Class americano – precisa il direttore di Cinematocasa, Massimo Di Martino – La verità è che bisogna superare la logica del blockbuster, offrendo qualcosa di più di un cinema tradizionale o di  un classico teatro, creando un evento culturale che passi, perché no, anche attraverso un percorso enogastronomico. Sull’esperienza francese di Ollivier Pourriol, a Cinematocasa si può spiegare una delle regole della morale provvisoria di Cartesio utilizzando uno spezzone di Rambo, o la filosofia di Kierkegaard con Matrix. E dopo la cinefilosofia è arrivata anche la cinepsicologia, le dinamiche comportamentali dell’uomo decifrate con le clip dei grandi film e commentate dai docenti dell’università di psicologia di Palermo. Il cinema disperso, le pellicole mai distribuite in Italia che vengono proiettate con i sottotitoli creati dai soci di Cinematocasa e il cinema muto musicato dal vivo grazie ad un accordo con il conservatorio Bellini sono, poi, i fiori all’occhiello delle ultime stagioni.

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