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Un sia pur limitatissimo elenco di grandi films italiani tratti da altrettante opere letterarie scritte da autori del nostro Paese potrà forse stimolare in chi ci legge il desiderio di rivisitare an.. >>

Pauline Schlesinger
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In onda sabato 11 luglio 2009
alle ore 1.25 su Rai 3

Una donna nella Luna
        
Un film di Fritz Lang.
Con Klaus Pohl, Willy Fritsch, Gustav von Wangenheim, Gerda Maurus, Fritz Rasp
Titolo originale Die Frau im Mond.
Fantascienza, durata 199 min. - Germania 1929.

Nasce a Vienna da madre ebrea poi convertitasi al cattolicesimo, Pauline Schlesinger. Il padre, costruttore, vorrebbe che il figlio seguisse le sue orme, ma le inclinazioni artistiche spingono Fritz ad iscriversi prima ai corsi di architettura alla Technische Hochschule di Vienna, poi a studiare pittura a Monaco e Parigi. Affermatosi come pittore, gira l'Europa, l'Asia e il Nord Africa. Durante la Prima Guerra Mondiale viene arruolato nell'esercito austriaco e, dopo avere riportato varie ferite nel 1916 viene congedato. Inizia a lavorare a Berlino come sceneggiatore per Eric Pommer, poi passa al lavoro di regista. Nel 1922, dopo la morte della prima moglie Lisa Rosenthal, sposa la scrittrice e attrice Thea von Harbou che di lì in poi lavora per lui alle sceneggiature di "Destino" (1921), del thriller psicologico "Il dottor Mabuse" (1922), della saga a sfondo storico-mitico "I Nibelunghi" (1924), di "Metropolis"(1927), di "M, il mostro di Düsseldorf" (1931) e de "L'inafferrabile"(1928), tratto dal romanzo omonimo scritto da lei stessa. Con questi film il regista diventa esponente del cinema espressionista, di cui "Metropolis", film fantascientifico e visionario, è ritenuto una pietra miliare. Il ciclo dei film tedeschi si conclude temporaneamente con "Il testamento del dottor Mabuse" (1933). Nel 1933 divorzia dalla moglie e lo stesso anno gli viene affidato l'incarico dal Ministro della Propaganda Nazista Gobbels di dirigere gli studi UFA per il regime. Lang rifiuta ma è costretto a rifugiarsi a Parigi. Dopo qualche anno si trasferisce negli USA e inizia a lavorare ad Hollywood. Di quegli anni i film "Furia" (1936), "Sono innocente!" (1937), "Prigioniero del terrore" (1943), "La donna del ritratto" (1944), fino agli ultimi "Il grande caldo" (1953) e "Mentre la città dorme" (1956). Negli anni '50 rientra in Germania, dove ritorna agli antichi soggetti, girando film come "La tigre di Eschnapur" (1959) e il terzo episodio del Dottor Mabuse: "Il diabolico dottor Mabuse" (1960), ultimo film del regista che la vecchiaia ha ormai reso quasi cieco. Nel 1964 viene invitato a far parte della Giuria di Cannes e nel 1967 la Mostra di Venezia gli affida la presidenza di un convegno sull'espressionismo. Muore a Los Angeles all'età di 86 anni.
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