Quando Hugh Grant l´ha messa da parte preferendo ai suoi modi raffinati quelli più ´spiccioli´ dell´americana Andie MacDowell, il pubblico è rimasto di sasso e si è innamorato di lei. Parliamo dell´elegante - bruna, bionda, rossa - attrice inglese nata per l´esattezza a Redruth il 24 maggio 1960. A soli cinque anni perde il padre, pilota della Royal Air Force, morto in un incidente aereo, e poco tempo dopo la stessa sorte tocca al patrigno, anch´egli pilota. Così alla ragazza, prima di cinque figli, resta il compito di aiutare la madre a crescere i fratelli. Dopo aver frequentato e non terminato il Cheltenham Ladies College, si iscrive alla Central School of Speech and Drama di Londra per diventare insegnante. Poi però cambia idea e comincia a frequentare un corso di recitazione che, a detta dei suoi docenti, sembra non fare per lei. Kristin, allora diciannovenne, lascia per un po´ il paese natio per fare la ragazza alla pari a Parigi. Qui le cose sembrano andare meglio. Trova infatti l´amore e la volontà di realizzare il suo sogno di diventare attrice. Si iscrive così alla École Nationale des Arts et Techniques de Théatres di Parigi e, dopo essersi diplomata, debutta prima a teatro e poi al cinema. Il primo ruolo importante lo ottiene nel 1986 con "Under the Cherry Moon" nel quale è diretta e affiancata dallo scatenato Prince. Seguono poi "Un amore dannato" (1988), "Il matrimonio di Lady Brenda" (1988), che le offre il ruolo di sfortunata moglie adultera, il francese "Forza maggiore" (1989) e il conturbante "Luna di fiele" (1992). La notorietà, sebbene da tempo meritata, arriva solo nel 1994 con l´acclamatissimo "Quattro matrimoni e un funerale" e con la parte - ingrata - della dolce Fiona, innamorata e non ricambiata dallo scapolone Hugh Grant. Successivamente torna sul grande schermo con film meno celebri come "Angeli e insetti" (1995) e "Il confessionale" (1995), prima di apparire nuovamente in pellicole più famose come "Mission: Impossible" (1996) di Brian De Palma e "Il paziente inglese" di Anthony Minghella, che le fa guadagnare persino una nomination all´Oscar. Ormai la Scott Thomas appare al pubblico come la perfetta incarnazione di donna forte e appassionata travolta da storie d´amore travagliate o impossibili. E tanto per confermare questa immagine, viene chiamata prima da Robert Redford per affiancarlo nel bellissimo "L´uomo che sussurrava ai cavalli" (1998) e poi da Sydney Pollack per il doloroso "Destini incrociati" (1999). Più recentemente è stata l´annoiata Lady Silvia nel magnifico "Gosford Park" (2002) di Robert Altman, è tornata in Francia con Daniel Auteuil per "Piccoli tradimenti" (2003) ed è stata ancora una moglie infelice, trascurata dal marito vicario ne "La famiglia Omicidi" (2006), e tradita dal consorte fedifrago in "Una top model nel mio letto" (2006). Non ci resta che augurarle di tornare presto sul grande schermo con una nuova storia d´amore ... questa volta a lieto fine.
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