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Un sia pur limitatissimo elenco di grandi films italiani tratti da altrettante opere letterarie scritte da autori del nostro Paese potrà forse stimolare in chi ci legge il desiderio di rivisitare an.. >>

La scuola di Cinema
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I corsi di cinema organizzati da Cinematocasa

direttore: Andrea Caramanna
coordinatrice: Miriana Aiello


Si tratta di un progetto nuovissimo, indipendente e lontano da forme di finanziamento pubblico, un corso molto agile che darà la possibilità a tutti i partecipanti di costruire un rapporto nuovo con il linguaggio dei media, del cinema, e della produzione audiovisiva in tutte le sue forme. La prima parte è dedicata ai linguaggi dell'arte cinematografica e della struttura della sceneggiatura. La seconda parte sarà dedicata prevalentemente alla realizzazione di un cortometraggio con una fase di montaggio che seguirà alle riprese; il cortometraggio verrà ampiamente diffuso attraverso tutti i canali possibili e ne saranno autori tutti i partecipanti alla scuola. Le lezioni si svolgeranno presso la sede di CINEMATOCASA, via Maqueda n. 129, eccetto quelle per le riprese in esterni da concordare. Il corso avrà la durata di circa cinque mesi. Sono previsti periodi di sospensione durante le feste.

Direttore dalla scuola di Cinematocasa: Andrea Caramanna
Critico cinematografico. Insegna cinema alla Scuola di Giornalismo di Palermo e al Dams. Scrive su Sentieri Selvaggi, Cinecritica e Cahiers du Cinéma. Ha pubblicato il volume New Cinema. E' stato direttore artistico del cinema Lubitsch di Palermo fondato da Daniele Ciprì e Franco Maresco.

Commenti
OSCURA

di
Laura Bertuglia

SOGGETTO

Un vecchio fotografo torna a casa dopo un lungo viaggio nella solitudine della sua casa e trova dentro la sua camera oscura ancora intatta un antico rullino fotografico.
Nella curiosità di vedere le foto che nasconde, comincia tutto il procedimento per svilupparle. L’unica immagine imprigionata nel rullino rappresenterà quel momento chiave della sua vita che lo spinse anni fa ad andarsene via lontano e a smettere di fotografare.
Lo sviluppo di quest’ultima fotografia avverrà tre volte perché la prima sarà sovraesposta e senza gli elementi necessari per ricostruire il ricordo, la seconda sottoesposta e troppo confusa e la terza, finalmente ne rivelerà tutti i dettagli che gli permetteranno di ricordare.
Dal passaggio dal foglio bianco all’immagine finale, un piano sequenza, di pochi secondi, sempre della stessa scena precede il suo fissaggio nella fotografia e come la sua esposizione, anche il video risulterà in una prima scena sovraesposto e con pochi dettagli, in una seconda sequenza sottoesposto e confuso da troppi dettagli e in una terza e ultima sequenza finalmente chiaro. E proprio in quell’istante, qualcuno riaprirà quella porta.
La fotografia sarà quella di una donna che con un bambino uscirà dalla porta di quella casa fissando con uno sguardo di addio chi la sta fotografando per l’ultima volta.
Un cortometraggio sulla delicatezza pericolosa dei tempi di attesa, di una fotografia come nella vita. Basta un attimo per riuscire a cogliere la perfezione e un altro attimo per oscurarla del tutto.


SCALETTA

SCENA 1: il vecchio fotografo è sull’uscio della porta di casa sua con le valigie in mano, tornando a casa dopo un lungo viaggio.

SCENA 2: entra nella sua camera oscura chiusa a chiave molti anni prima e trova dentro un armadio un antico rullino che cade a terra mentre guarda diverse fotografie scattate in passato.

SCENA 3: prepara l’occorrente per sviluppare quel rullino che conterrà quell’ultimo ricordo che lo spinse a scappare e a smettere di fotografare.

SCENA 4: sviluppa la prima immagine che viene sovraesposta. Prima che l’immagine si fissi, parte dal foglio ancora quasi bianco un piano sequenza di una donna con un bambino che stanno per uscire dalla porta aperta con le valigie in mano e lo sguardo fisso verso la macchina fotografica. La presenza di troppo pochi elementi e l’immagine eterea rende la scena appena visibile.

SCENA 5: Sviluppa la seconda immagine, identica alla prima ma sottoesposta. Prima che l’immagine si fissi parte lo stesso piano sequenza di una donna con un bambino che stanno per uscire dalla porta aperta, con le valigie in mano e lo sguardo fisso verso la macchina fotografica. La presenza di troppi rumori e oggetti in più non rendono comprensibile cosa sta succedendo.

SCENA 6: Sviluppa la terza immagine, questa volta perfetta e finalmente ricostruisce quel ricordo che aveva voluto rimuovere fino a quel momento. Prima che l’immagine si fissi, sempre lo stesso identico piano sequenza di una donna con un bambino che stanno per uscire dalla porta aperta con le valigie in mano e lo sguardo fisso verso la macchina fotografica appare finalmente chiaro e nitido e si comprende tutto quello che è successo.

SCENA 7: Nell’attimo preciso dello sviluppo perfetto della fotografia, il vecchio fotografo sentirà aprire la porta di casa e precipitandosi per vedere, lascerà cadere nel liquido quel ricordo che lentamente si annerirà del tutto.



di: Unknown del 12/04/2010 11.13
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