Il regista de Gli spiriti dell’isola torna con una commedia nera ambientata nel mondo delle spie, dove l’intelligenza incontra il grottesco.
Quando il talento caustico di Martin McDonagh incontra la presenza enigmatica di John Malkovich, il risultato non può che essere una lezione di scrittura drammaturgica e recitazione. Presentato in concorso a Venezia, Wild Horse Nine catapulta lo spettatore negli ingranaggi della CIA durante un’epoca in cui, per usare le parole dello stesso regista, “anche le persone più orribili possedevano un briciolo di intelligenza”.
John Malkovich, al centro dell’attenzione della critica e sordo alle sirene dei pronostici per la stagione dei premi, regala un’altra prova d’attore memorabile, confermando la sua totale devozione all’arte della scena. La sceneggiatura di McDonagh brilla per dialoghi serrati, ritmi teatrali e un’amara disanima delle debolezze umane. Wild Horse Nine dimostra come il cinema di genere possa trasformarsi in un raffinato specchio della commedia umana quando a guidarlo c’è una visione d’autore senza compromessi.






